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Ask.fm: il social dei profili pubblici e delle domande anonime

Che cos’è Ask.fm?

Ask.fm (Ask for me = Chiedi per me) è un social network.
Si tratta di una vera e propria comunità di teenager che conta milioni di iscritti.

Cosa dovrebbe sapere un genitore?

  1. L’iscrizione non è consentita ai minori di 13 anni.
    La data di nascita, tuttavia, può essere modificata con estrema facilità.
     
  2. È necessario registrarsi e creare un account/profilo personale (nome e cognome o nickname; fotografia).
    Il profilo può essere creato ex novo oppure trasferendo in pochi secondi le proprie informazioni da social come Facebook o Twitter.
     
  3. Le interazioni sono basate su domande e risposte.
    Nello specifico, ciascun utente può pubblicare sui profili altrui alcune domande e, a sua volta, riceverne
    .
     
  4. Il profilo è sempre pubblico. Ciò significa che non c’è privacy o possibilità di limitare la visibilità della propria pagina ad un numero ristretto di utenti.
     
    “Di dove sei?
    Che scuola fai? Di che anno sei? Sei fidanzato/a? Oggi cosa fai?Metti una tua foto? A quale personaggio famoso assomigli? Qual è il tuo ragazzo ideale?”
     
  5. La risposta può essere data a parole, con video, per immagini e ricevere “like“. Maggiore è il numero di domande, di “like” e di risposte originali, maggiore è la “fama digitale” dell’interessato.
     
  6. Le domande vengono poste di default in forma anonima. È l’utente a dover deselezionare l’opzione “chiedi in forma anonima” se desidera rendere pubblica la propria identità.
     
  7. Ciascuno può “seguire” le novità che compaiono sulla bacheca di un altro utente (diventandone follower), senza farlo sapere.
    Alla persona “seguita“, infatti, non comparirà il nome del follower, come accade per Instagram, ma solo il numero di persone interessate alle novità del suo profilo. 

Quali sono i rischi quando il comportamento è disfunzionale?

  1. Anonimato.
    La possibilità di formulare anonimamente domande e affermazioni di ogni tipo tende a disinibire comportamenti aggressivi, volgari e offensivi.
     
  2. Ask.fm è tristemente famoso per i frequenti episodi di cyberbullismo, pubblicazione di contenuti sessualmente espliciti, istigazione al suicidio.
     
  3. Adescamento online e cyberpedofilia.
    I profili dei minori sono tappezzati di domande anonime in cui viene chiesto loro il luogo di residenza, le attività extrascolastiche e i momenti della giornata in cui si praticano, cosa faranno la sera o il numero di telefono.
    Domande frequenti sono quelle in cui si chiede loro di proseguire la comunicazione privatamente, all’interno di un altro social, come Instagram.
    Molti rispondono con leggerezza ad ogni tipo di domanda, rilasciando pubblicamente il proprio contatto Instagram (cioè il nome con cui si può essere trovati e contattati), pubblicando fotografie su richiesta e concedendo informazioni personali.

    In queste situazioni, la percezione del rischio è estremamente bassa
     
  4. Intimità e sessualità.
    Sono moltissimi i profili in cui le ragazze pubblicano fotografie in atteggiamenti provocanti, chiedendo, poi, di dare un voto alla foto.
    Lo stesso accade tra i ragazzi, che prediligono le foto a torso nudo.

    Che sia un selfie davanti allo specchio, una foto scattata da un’amica in costume da bagno, che mostri il corpo intero o parti di esso, la scelta è quella di mostrarsi al meglio, per ottenere visibilità, riconoscimento e apprezzamenti.

    Il numero di followers, i complimenti e le richieste di contatto offline (appuntamenti e numero di telefono), sono gli strumenti attraverso cui i ragazzi rispondono al bisogno di costruzione identitaria, di accettazione approvazione da parte dei coetanei.

“Voti cosa pensi della mia foto e dai il numero? Vuoi il mio numero? Foto labbra? Posso scriverti su Instagram? Metti una foto del tatuaggio? Lasci il numero alle persone che ti mettono like?”

Chi non rientra nei canoni del bello e precoce ha ben poco spazio.

Come proteggersi?

  • Nelle impostazioni sulla privacy è possibile selezionare l’opzione “Non consentire domande anonime“.
     
  • È possibile bloccare un utente anonimo e segnalare un contenuto inappropriato: bullismo o molestie, contenuto sessualmente esplicito, violenza e attività criminali, incitamento all’odio, autolesionismo.

Genitori

  • Tutto ciò che viene postato online lascia traccia.
    Tutto può essere salvato, scaricato, modificato e diffuso in pochi secondi.
    Tutto, a distanza di tempo, può riemergere.

     
  • Mondo reale e mondo digitale non hanno un confine netto.
    Ciò che accade nel digitale ha conseguenze nel reale.
     
  • La reputazione digitale può influenzareoggi, le relazioni con adulti e coetanei (pensiamo alla possibilità di essere riconosciuti per strada da chiunque e di essere “etichettati” come, ad esempio, una “poco di buono” o uno “sfigato” per una foto o un video pubblicati con leggerezza), così come può influenzare le opportunità lavorative domani (pensiamo alle aziende che oltre al curriculum vitae monitorano il profilo social del candidato).

Trattandosi di minori in situazione di rischio potenziale, la vigilanza e consapevolezza dell’adulto sono fondamentali.

Non è ask ad essere pericoloso ma è l’utilizzo che alcuni adolescenti ne fanno a renderlo tale. 

Divieti e controllo autoritario servono a ben poco.
La conoscenza degli strumenti, il dialogo, le regole condivise e la vigilanza attiva continuano ad essere i modi più efficaci per sintonizzarsi con i ragazzi, tutelarli e imparare a fidarsi.

Grande importanza alle loro emozioni.
Le sanno riconoscere e sanno dare loro un nome?.

Dott.ssa Michela Serina

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