RUBRICA SCUOLA

Dislessia e compiti a casa: 5 strategie che aiutano lo studente

La dislessia è un disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo.
I bambini dislessici leggono molto più lentamente e solitamente in modo meno accurato rispetto ai non dislessici normolettori.

Come aiutare un bambino dislessico nello svolgimento dei compiti a casa e nello studio?

Punto di partenza è quello di considerare ogni bambino diverso dall’altro, con un profilo di disturbo assolutamente peculiare, evitando l’errore di compiere generalizzazioni guidati dall’etichetta diagnostica “dislessia”.

Non si può parlare quindi di un metodo di lavoro uguale per tutti, ma di strategie che possono rivelarsi utili e adatte ad un bambino e non ad un altro.

Di seguito 5 strategie che, se utilizzate con metodo, possono supportare lo studente dislessico nello studio e nello svolgimento dei compiti a casa:

1 – SCHEMI E MAPPE
Chiedere ad un bambino dislessico di leggere molte volte un brano che dovrà studiare può risultare molto faticoso e costituire per lui un problema.

Al contrario, schemi e mappe (con immagini, colori, nomi, date, luoghi etc.) possono essere molto utili perchè favoriscono la memorizzazione, senza dover rileggere il brano più volte nella fase del ripasso.

Il canale visivo, infatti, è quello preferenziale per chi ha un disturbo dell’apprendimento.

Come sottolineato in precedenza, è importante utilizzare questa strategia con accortezza, considerando il profilo funzionale del bambino.

Se ad esempio il bambino ha difficoltà di tipo visuo-percettivo e visuo-spaziale, la lettura di mappe e schemi potrebbe essere difficile da comprendere.

Anche per un bambino con difficoltà di accesso semantico potrebbe essere difficile ricordare le parole inserite nello schema/mappa.

dinosauri

Il tempo del verbo

paradisodellemappe.blogspot.com

2 – SINTESI VOCALE
Un bambino dislessico che fatica a comprendere autonomamente ciò che legge, ma con buone capacità di comprensione da ascolto, può essere supportato nello studio dalla sintesi vocale, un software che permette di trasformare il testo scritto in testo parlato.

In alternativa, chi affianca il bambino nello studio potrebbe leggere una prima volta il testo e chiedergli di leggere autonomamente una seconda volta.

Avere una difficoltà di comprensione su lettura autonoma, infatti, non implica che il bambino non possa rileggere autonomamente in seconda battuta.

3 – LETTURA AUTONOMA E RIPASSO SU SCHEMI, SINTESI O PARTI EVIDENZIATE
Un bambino dislessico con una buona capacità di comprensione durante la lettura autonoma di un testo potrebbe leggere da solo ed effettuare il ripasso su schemi, sintesi o parti evidenziate del testo per risparmiare tempo.

Se la lettura è lenta ma corretta, potrà andare bene anche la lettura silente.

Se è scorretta, può essere utile la lettura ad alta voce e il sostegno di chi affianca il bambino per sollecitare l’autocorrezione degli errori.

Il bambino può provare a farsi un’idea del contenuto del testo che leggerà, attivare conoscenze pregresse sull’argomento o farsi delle domande nel corso della lettura.

È bene non privilegiare un unico tipo di approccio al testo, in modo da consentire lo sviluppo di competenze diverse.

4 – SELEZIONE DEI TERMINI DIFFICILI
Per alcuni studenti con dislessia, memorizzare integralmente i termini specifici durante lo studio può essere un obiettivo troppo complesso.

Per questo motivo può essere necessario fare una scrematura del numero dei termini da ricordare, per consentire loro di focalizzare l’attenzione su quelli principali.

5 – RIASSUNTI E SINTESI
I riassunti vengono spesso utilizzati per semplificare il testo da studiare utilizzando frasi brevi e lineari.
Se si scelgono i riassunti
, il suggerimento è quello di scriverli al computer e di considerarli come punto di partenza per la costruzione di schemi e mappe colorate, ricche di immagini e di parole chiave.

Attenzione perchè riassumere in modo eccessivamente semplicistico porta con sè il rischio di compromettere la complessità morfosintattica del testo (parole, verbi, frasi etc.), ostacolando il bambino nell’acquisizione di competenze linguistiche e metalinguistiche superiori.

Il clinico e Tutor DSA, oltre ad aiutare il bambino dislessico nello studio e nei compiti, può elaborare un training di potenziamento ad hoc per allenare l’abilità di lettura.

Presso lo Studio di Psicologia di Crema vengono realizzati training di potenziamento delle abilità di lettura, scrittura e calcolo per bambini della scuola primaria con certificazione DSA e difficoltà scolastiche transitorie.

Dott.ssa Michela Serina

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